domenica 15 novembre 2009

Le armoniche di Dio.




Sulle ali delle armoniche della musica riusciamo a percepire il nostro timbro energetico; quando entriamo in risonanza con delle determinate sequenze musicali, quando talune frequenze generano in noi brividi di commozione, compassione, vigore, estasi, leggerezza, gioia, profondità, contrizione, nutrimento spirituale, solidità, senso di appartenenza, potenza o fragilità, senso della nostra profondità, vuole significare che siamo entrati in collegamento con il suono, o parte del suono, che ha qualcosa in comune con il nostro sistema portante di energia vitale. È come se avessimo instaurato un collegamento wireless con la nostra essenza silente che osserva e trasmette senza fine di continuità il segnale della vita. Entrare in risonanza significa vibrare all’unisono con qualcosa d’altro, in questo caso con l’altra parte di sé, quella sontuosa della propria anima.
La colonna sonora del film “Transformers” mi porta via, dialoga con il cuore e le mie asperità…
In generale tramite le colonne sonore riesco a raggiungere stati di risonanza molto significativi. Quel tipo di musica mi parla direttamente, senza “giri di parole”; comunica il messaggio ivi celato.

“In linea con le recenti scoperte sulla musica del Dna, a testimoniare la più interna origine del suono che ci porteremmo nel nostro patrimonio genetico: « Musica è sorgente di energia vitale, è manifestazione di libertà, è magica comunicazione (...) Un’energia che rigenera, che abbatte le distanze come il Didgeridoo, l’antico strumento a fiato degli aborigeni australiani, il cui suono accompagna le opere in esposizione. L’arte si risolve in pura musica, ci suggerisce Barbara Silvia Ramponi nel testo di presentazione alla mostra proveniente dallo Studio D'ars di Milano. L’arte è come il diapason, altro strumento presente in mostra: accorda in un’armonica visione le emozioni degli artisti nell'esprimere il proprio rapporto positivo con la musica.”
Fonte: www.exibart.com

La creazione intera dipende da un suono, dal soffio vitale del Creatore; Logos (in greco: λόγος) deriva dal greco λέγειν (léghein) che significa scegliere, raccontare, enumerare. Dio sceglie di raccontare qualcosa e crea ciò che immagina, noi… e la nostra "vicenda".

Da un frammento di Leucippo sembra possa attribuirsi ad Eraclito un significato del logos come "legge universale"  che regola secondo ragione e necessità tutte le cose:
« Nessuna cosa avviene per caso ma tutto secondo logos e necessità. » ( Leucippo )
Agli uomini è stata rivelata questa legge ma essi continuano ad ignorarla anche dopo averla ascoltata. Il logos appartiene a tutti gli uomini ma in effetti ognuno di loro si comporta secondo una sua personale phronenis, una propria saggezza. I veri saggi invece sono quelli che riconoscono in loro il logos e ad esso s'ispirano come fanno coloro che governano la città adeguando le leggi alla razionalità universale della legge divina.
Un ulteriore significato del logos inteso come "ascolto"  è nella affermazione di Eraclito che sostiene che molti non capiscono la sua "oscura" dottrina poichè si sforzano di ascoltare lui invece che il logos.
Sia Platone che Aristotele non si riferiscono mai a lui riguardo al logos: per il primo, Eraclito è colui che ha sostenuto l'incessante fluire dell'essere e di come ogni cosa sia nello stesso tempo uno e molti, mentre per Aristotele e per Teofrasto il pensiero eracliteo si fonda sul principio incorruttibile del fuoco causa di ogni cosa.
Fonte: Wikipedia.it

La verità o la sua percezione è multipla ed infinita nella natura umana incarnata dell’uomo; ognuno la vede e la sente per come si è inserito nel contesto fisico della propria attuale esistenza; liberi di intendere ciò che meglio esprime il proprio sé in quel momento, come immortalare un attimo tramite una fotografia ed analizzare quel momento come unico e onnisciente. Le immagini collegate al nostro senso di appartenenza e di comprensione degli eventi sono sempre in lento scorrimento, proprio in virtù del fatto che ogni cosa scorre con lo scorrere della vita stessa… Colui che è fermo a ciò che una "immagine" gli ha comunicato o fatto capire è fermo e basta. Immobile nel grande fiume dello scorrere incessante del tempo e del fluire con la vita.
Nel suono, nelle frequenze, nella vibrazione è compreso il nostro essere in quanto partecipante della sinfonia dell’Universo intero.

«In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
[...]
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;...»
(Vangelo di Giovanni 1,1,14)

Quando Dio prende la forma di un cinghiale, Egli rimane Dio, che puro e trascendentale cattura il cuore dei Suoi Devoti.
Fonte: www.harekrsna.it

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