venerdì 1 dicembre 2017

Macchina(in)azione = auto inganno o inganno automatico.



Lei non ce l’ha un futuro. Tu sì…”.
The Invisible
La prossima volta non ti accontentare delle uova… prendi la gallina. È una delle basi dell’economia”.
Damnation
Lo sai che questa realtà manifesta è giusta solo in parte, dato che “è” di parte (privata). 
Lo sai poiché 1) è così, 2) lo senti e 3) va da sé.
Se al/nel mondo succedono sostanzialmente gli stessi fatti, raccontati dai Tg, dalle Tv, dai Media, etc. è perchè “tutto il mondo è paese”. Cioè?
Significato. L'umanità ha molto in comune; siamo in fondo simili negli istinti e nei cinque sensi; le differenze derivano dall'ambiente e dall'educazione ricevuta
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Il “significato” è il nocciolo della questione: 
che cosa significa, il tal s-oggetto/evento-situazione (simbolo).
Le differenze derivano dall'ambiente e dall'educazione ricevuta (chi ti fornisce, sin da quando eri “piccol3”, regole ed educazione ambientale, “qua, così”?)…

Sarai d’accordo nel ritenere che sia il corpo docente ad impartirti la “lezione”, vero
Ma (ma) sei davvero così sicur3 che ciò corrisponda all’autentic3 “a monte”? 
Tali singolarità si limitano a “lavorare”, data la grande necessità del farlo, se (se) in qualcosa che misura tutt3 attraverso la componente “denaro”. 
Qualcosa che, sempre grazie alla medesima dipendenza, ha potuto auto suddividersi “naturalmente (economicamente, strategicamente, conseguentemente)” in livelli gerarchici, laddove “chi più ne ha…”. 
Ora, dal momento in cui “è” così, come puoi limitarti a credere che siano gli insegnanti ad educarti? La “scuola dell'obbligo” ti prepara ad altr3, spesso... la più classica goccia nell'oceano.
C’è un “programma” da seguire, proprio come quando sei un militare e soprattutto c’è la guerra, nel momento in cui le regole si inaspriscono sino a prevedere il tradimento punito con la pena di morte. 
Chi decide il “programma”


Il ministero, quando annuncia l’ennesima riforma della scuola? No. Nella sostanza, non lo sai esattamente.
Il ministero si avvale di una certa professionalità, molto spesso, esterna, privata, in outsourcing, etc. 
Non lo sai da chi è composta la “classe professionale esperta”, che si prende la briga di lavorare a tale programma.
Lo puoi sapere solo se… approfondisci la “cosa”, dato che non è un segreto di Stato. Tuttavia, tra l’idea di approfondire ed il farl3, passa tutta la differenza possibile
Nel senso che “tu” non hai proprio tutta questa voglia di… 
Non ti sembra essenziale. 
O, meglio, ti era sembrato che lo fosse ma (ma) per qualche “strana” ragione, poi, hai deciso di lasciar perdere e, così, ritornare a dimenticare. 
Ti sembra un comportamento normale, alias, responsabile
No, che non lo è. 


In (questa) realtà, non puoi approfondire sino ad un certo livello, poiché prima scatta una serie di limitazioni territoriali (giurisdizione), che ritagliano fuori l3 singolarità “normalizzate ‘qua così’”. Lo può fare, semmai, quella singolarità che per ragioni di lavoro è autorizzata ad “investigare” in tal senso:
l’addett3 ai lavori, insomma.
La categoria professionale, espert3. 
Il giornalismo d’inchiesta, la parte che scrive per l’esponente politico che prepara la “propria” campagna elettorale, chi – fra gli organi di pubblica sicurezza – ha come “mangiato la foglia” e desidera anche dimostrarl3, etc.
La locuzione "mangiare la foglia" si usa molto quando si desidera sottolineare quanto una persona sia abile nel carpire il significato più recondito di una frase, o di un discorso, ovvero leggere tra le righe e arrivare a capire anche quello che non viene detto
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quanto una persona sia abile nel carpire il significato
capire anche quello che non viene detto
Sei ancora “lì”: al significato. Ma (ma) c’è qualche dettaglio in più, ora:
ca(r)pire (impossessar3i)
quello che non viene detto
Perché mai esiste un simile “detto (mangiare la foglia)”? 
Perché dovresti “strappare” dal detto, anche e soprattutto ciò che non viene detto
Una simile situazione non equivale a sostenere, forse, che “qua (così)” c’è - allora - una qualche forma di… prevaricazione sottile e, dunque, di ingiustizia
Perché sopravvivi in un mondo simile? Tu hai qualcosa da spartire che detta forma ambientale? Che cosa c’entri, tu? Come vi rientri, in tutt3 ciò? Che cosa ci fai (nel) “qua (così)”? Come ci sei (già) finit3 dentro? Perché non ricordi nulla? Perché “è già success3” tutt3 ed “ora” hai come l’impressione di essere impotente? Perché sei ferm3 alle più che classiche domande (costantemente senza risposta) “chi sono?”, “dove vado?”, “da dove arrivo?”, etc. Perché, semmai, non riesci ad andare Oltre Ogni Orizzonte? Perché non ti chiedi… “che cosa significa”? Quale significato ha ed “è”? Cosa posso fare, per…? Perché sono diventat3 impotente? Cosa mi impedisce di…?
Chi me lo impedisce? 

Quale significato ha tutt3 ciò, se (se) l3 paragono alla losca trama di una fiction, che mi fa vedere un mondo ad “immagine e somiglianza” di quest3, anche se è “solo” fantasia?
Il significato non è un ramo di un albero:
“è” tutti i rami di ogni albero della Terra. 
Ess3 è fermo ma mobile, contemporaneamente, essendo “legger3”.
Ess3 si adatta all3 situazion3, così come un uccellino si posa su qualsiasi ramo di qualsiasi albero della Terra, in funzione anche del “dove lo porta il vento”, senza cambiare mai (mai) il significato di ciò che incorpora.
Qualcosa che è qualcun3, da auto decodificare “formularmente” anche se “qua (così)”.
Chi decide anche per “te”? Chi ti lascia credere, preventivamente, di poter scegliere solamente tra quest3 e/o quell3? 
Chi si preoccupa per “te” AntiSistemicaMente

Sei sempre... controluce. Non vedi.
Non lo sai, dato che non l3 ricordi, non visto che… “è” previsto che vada solo così. 
Se (se) tu (e non “tu”) vai al “chi”, allora (allora) succede qualcosa di assolutamente imprevisto “qua (così)”.
Non tanto perché sia impossibile. Di più, poiché è al di fuori del piano, anche se è sempre (sempre) potenziale.
Come puoi non accorgerti che nella forma gerarchica, c’è spazio al vertice per una sola singolarità (Dominio)? L3 puoi auto ricavare, desumendol3 anche attraverso il luogo comune, simbolico, “Dio”:
che è, al massimo “trinità”
e che... non per questo
è anche nella mente di ogni singolarità pluralizzata “qua (così)”.
La forma è proprio quella di una piramide dalla base molto “larga (ma molto stretta/scomoda)” e dal vertice molto “stretto (ma molto largo/comodo)”. 
Di più, la forma è completa tracciando una linea bianca sulla/nella figura che immagini, auto distaccando il vertice dal resto dell’edificio tronco piramidale/triangolare. 
Quale significato “ha” questa linea di demarcazione? 
Significa che “tu” se (se) sempre “qua (così)”, non riesci ad auto ricordarti di… te. 
E che, di conseguenza, non riesci ad accorgerti (vedere, dimostrare) l’esistenza del vertice, distaccato dall’evidenza reale manifesta. 
Non solo, significa che esiste “chi” si è già approfittat3 della situazione, avendola concepita da un certo punto (momento) in poi (“è già success3”).
Alias, che tale situazione è artificiale e che ogni abitudine è conseguente e conseguenza. Anche il “tuo” programma di studi, di lavoro, di vita, di credo, etc. “qua (così)”.
Ecco ciò che significa la forma ambientale reale manifesta sempre attuale, poiché riattualizzantesi AntiSistemicaMente.

Oltre, alla “tua” famiglia, semmai… esiste anche la scuola.
Per cui, credi che la tua educazione provenga dalla famiglia nella quale cresci
Allora (allora) perché da “sempre” esiste il conflitto generazionale? 
La famiglia è teoria:
solo sulla “carta” ti educa
permettendo che l'esterno faccia il proprio compito...
Nella sostanza, la famiglia ti passa ciò che, a sua volta, ha “imbarcato” sopravvivendo nella/sulla stessa “barca” nella quale sei ora anche “tu”
Ergo, “è” l’ambiente – saturo di informazione – ha formare l’idea di/che… come una sorta di “tutt3 compreso (full optional)”.
In un simile contesto, puoi credere a ciò che “vuoi”, tanto (intanto) imbarchi sempre acqua AntiSistemica, sino a quando inizi in qualche modo, potenzialmente, ad… accorgerti... andando solitamente "in crisi".
A (per) quel punto, passa tutta la differenza impossibile ed inimmaginabile:
quel “momento”
corrisponde potenzialmente ad un nuovo/altr3 “inizio”.
È un punto di svolta. Che cosa farai? 
Laddove hai colto “qualcosa (chiave)”, come ti comporterai? Secondo quale atteggiamento? E in funzione di quale senso (perché)?
Chi lascia la strada vecchia per quella nuova…”. No
Chi te lo fa fare
Comprendi che si tratta di avere o ritrovare una certa “forza (motivazione)”. Qualcosa che qualcun3 prevede altresì di impedirtel3 in ogni modo. 
Sì, perché… quando (quando) non riesci a… significa che, comunque, hai “fatto” ugualmente qualcosa (probabilmente, per qualcun3, però):
è un po’ il concetto della leva utilizzata nelle arti marziali
utilizzare l’impeto altrui, al fine di auto trasformarlo in… “dolo”.
Che cosa significa “andare al significato”


Significa anche tenere conto che sei “qua (così)”, in un ambito globale nel quale c’è una intensissima caratterizzazione (Dominio), che controlla “a monte” qualsiasi piega e risvolto di/in ogni situazione ambientale, compres3 “te” ed ogni “tuo” comportamento. 
Ergo
senza un certo tipo di “forza (coerenza)”, ti sembrerà che ogni tuo “sforzo” non serve a nulla, lasciando molto presto da parte ogni velleità (credo) altr3. 
Il conflitto intergenerazionale è, dunque, un fermo proposito nel progetto del Dominio. 
Qualcosa che “serve” a qualcun3 che tendi strutturalmente a continuare ad ignorare (funzionalmente). 
Nulla è per caso (se al caso non lasci nulla)… 
Essere coerenti nel proprio “credo” significa tenere duro per gran parte del processo, sino al momento di intensificazione ed incisione nel piano reale manifesto “qua”:
significa essere controvento e controcorrente per buona parte del percorso (che inizia dal/nel “qua, così” quasi da zero). 

Significa che tale “corrente” è quella AntiSistemica e, dunque, che avrai contro anche le “forze della natura (che è artificiale, privata)”…
Una di queste correnti è, ad esempio, il bias di conferma (una “moderna” forma di censura ad auto disinnesco):
credi di… etc. etc. etc.
no
poiché la scienza deviata ti spiega che... e come funziona la “tua” mente
questo è il bias di conferma (una interferenza, parte del firewall ambientale), che viene usato sopra a tutt3 contro di... te.
Un esempio? Eccolo.
Sport: ecco perché i mancini vincono di più.
Hanno scritto le pagine più incredibili dello sport, hanno dominato per anni e sono entrati nella leggenda. Nomi come quelli di Diego Maradona, John McEnroe o Larry Bird sono ancora scritti nella memoria di chi ama lo sport, come oggi quelli di Lionel Messi o LeBron James. Ma cosa hanno in comune questi, e tanti altri, campioni? Sono tutti mancini.
E non è un caso.
Link 
Che cosa significa questa notizia = bias di conferma (ergo: polarizzazione e manutenzione della polarizzazione). Quante altre analoghe singolarità stai dimenticando, che utilizzano ed utilizzavano la "parte" destra del corpo? La maggioranza. No?
Borsa, banche ben comprate su ipotesi rinvio nuove regole su copertura crediti deteriorati
Link 
Che cosa significa = la pluralità italiana è giudicata come “ignorante in materia finanziaria”. 
Ergo:
come può, allora, la indistinta Borsa reagire secondo un simile input? Di conseguenza, domandati non retoricamente 1) chi è la Borsa e 2) chi la muove, se (se) “tu” non capisci un acca di/in tutt3 ciò che continua a succedere “qua (così)”?
Credit Suisse fissa nuovi target di rendimento per 2019 e 2020.
Credit Suisse si è impegnata a dare più gratificazioni agli azionisti…
"Ci aspettiamo che questo sia portato in larga parte dal forte controllo sui costi, dalla chiusura della divisione 'strategic resolution' e da un significativo calo dei costi di finanziamento, tutti elementi che sono largamente sotto il nostro controllo…".
Link 
Che cosa significa = che la Banca sistema i propri conti, dichiarandolo pubblicamente attraverso un dovuto linguaggio “biforcuto” e che, dunque, se (se) decodifichi “formularmente” ti accorgi che i “conti” verranno sistemati attraverso la continuazione dello status quo AntiSistemico. 
Chi sono gli “azionisti
Ci sono piccoli e grandi “azionisti”. 
Puoi esserlo anche “tu”. Ma (ma) non è a te che si riferiscono
La Banca non è interamente quotata. 
La proprietà non coincide con il flottante acquisibile in Borsa. 
È qualcosa/qualcun3 che ti sfugge, data l’infinita possibilità di scatole cinesi, controlli in leva, luoghi comuni vuoti e neri, prestanome fidat3, contratti e regole non scritt3, parallelismi e tangenzialità, dimensioni ombra, combutta, corruzione, tentazione, dipendenza, conseguenza, gerarchia, organizzazione e denaro.
Mimun: non mi candido alla Camera, sono fake news di stampa.
"Secondo 'Repubblica' io sarei uno dei candidati di Forza Italia alla Camera? È una fake news…”…
Clemente J. Mimun 
Che cosa significa = l3 fake news sono quanto di più datat3 esiste da sempre “qua (così)” e, in gran parte, appannaggio (“proprietà privata”) dell3 sottodominanti (Dominio). 
Ma (ma) “ora” l3 fake news sono diventate l’utilizzo “sbagliato” della Rete, da parte delle singolarità pluralizzate (Massa).
Pertanto, ciò darà la motivazione centrale e portante per sviluppare algoritmi “esperti”, capaci di filtrare l’informazione singolare (un’altra spira della “moderna” censura). 
L3 fake news sono uno strumento “professionale” per il depistaggio, l’interferenza ambientale, la deviazione strumentale, la direzione del credo, del senso, della direzione nella direzione “a monte”. 
Qualcosa che imputano “ora” a… “te”, da cui si devono allora difendere, al fine di garantire che “tu” sia sempre più controllabile e, dunque, sempre più ingranaggio (intanto, nella libertà della Rete di poterti esprimere, esprimi soprattutto come la pensi e sei, facendo una auto dichiarazione intenzionale pubblica). 
È ovvio che le singolarità esprimano fake news, dal/nel momento in cui sono già immerse e caratterizzate dall’imprinting abitudinario “auto educativo” di riferimento AntiSistemico. 
Anche se l’apparenza inganna. Molto spesso, la denuncia più autentica viene dribblata attraverso l’impianto dell3 fake news, che indica a livello frattale espanso, il tipo di strategia che utilizza ricorsivamente la struttura del controllo sottodominante ad “immagine e somiglianza” del Dominio. 
Ricorda che è attivo anche il Secondo Filtro di Semplificazione. 
Per cui, l’osservazione si ferma al Dominio, senza tuttavia perdere il senso di ciò che “è già success3” data la caratteristica di memoria ambientale frattale espansa “qua”
Il continuare a succedere, a dipartire dal punto/momento “start”, indica la compresenza fisica della ragione fondamentale che, arrivando sino al Dominio, “è” il Dominio stess3 (alias: persone in carne ed ossa, perfettamente ricordabili, ritrovabili ed arrestabili).
Scoperto un algoritmo che potrebbe prevedere i suicidi.
Potrebbe essere una scoperta rivoluzionaria, ma gli scienziati sono cauti:
i risultati non sono ancora così precisi da giustificarne l’utilizzo in ambito medico.
Un team di scienziati è riuscito a creare un algoritmo capace di prevedere il suicidio.
Attraverso uno “scan” del cervello, oggi, è possibile capire se il paziente potrebbe avere o meno tendenze suicide.
La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications ed è il frutto di un esperimento condotto su 34 volontari divisi in due gruppi, uno con tendenze suicide e l’altro no.
I volontari sono stati invitati a leggere 30 parole con accezioni positive e 30 con accezioni negative e associabili alla morte:
alle persone coinvolte è stato chiesto di pensare intensamente alle parole che stavano leggendo, mentre attraverso il sistema fMRI, functional Magnetic Resonance Imaging, gli scienziati monitoravano le loro onde cerebrali.
I risultati sono stati interessati, attraverso le osservazioni è stato possibile notare come, effettivamente, il nostro cervello reagisca in maniera differente a parole diverse:
per ogni parola, infatti, i neuroni seguivano percorsi totalmente differenti.
Alla fine delle osservazioni i risultati di ogni volontario, tranne uno, sono stati mostrati all’algoritmo con tanto di percorso neuronale legato ad ogni parola.
Una volta che l’algoritmo è riuscito a dividere in gruppi le persone analizzate, gli è stato chiesto di inserire in un gruppo la persona mancante fornendogli i dati sulle sue onde cerebrali.
Il risultato è stato sorprendente:
la macchina è riuscita a rivelarlo nel 91% dei casi.
Nonostante i risultati i ricercatori mettono le mani avanti.
Blake Richards, neuroscienziato dell'Università di Toronto, pur riconoscendo il valore dell’esperimento, aggiunge che non sono così precisi per poterli utilizzare in fase di diagnosi.
"Ci sono indubbiamente delle basi biologiche su ogni aspetto mentale delle nostre vite, anche per chi decide di commettere un suicidio, ma la domanda è capire se queste basi possono essere accessibili sufficientemente al sistema fMRI per sviluppare correttamente un test da utilizzare in sede medica...".
Insomma, la scoperta sembra essere interessante e gli scienziati sembrano credere molto in questo algoritmo che un giorno potrà essere uno strumento davvero utile ed efficace in ambito medico, per poter individuare quei segnali che potrebbero portare un individuo al suicidio.
Le ricerche continuano e i ricercatori sono sempre in cerca di persone che abbiano voglia di mettersi al servizio della scienza.
Link 
il frutto di un esperimento condotto su 34 volontari (bias di conferma)
la domanda è capire se queste basi possono essere accessibili sufficientemente al sistemaper sviluppare correttamente un test da utilizzare in sede medica (perché intendono anticipare il “tuo” suicidio, quando è l’ambiente stesso nel quale sopravvivi che ti porta a pensare al suicidio?).
Che cosa significa = arriveranno a controllare anche la “tua” volontà, dato che 1“è già success3”, 2) sei dotat3 di una unità centrale apparente del sistema operativo “mente” e, dunque, 3) c’è la possibilità di interfacciarti a livello tecnologico.
Il che apre la via a che “tu” sia “qua, così” come - in - una sorta di macchinazione:
macchina in azione, inganno automatizzato verso te stess3.
Mentre (non) esprimi domande in base ai consueti dubbi ancestrali, nel durante, (ti) succede qualcosa causalmente
Che cosa significa = i “dubbi” fanno parte della trama.
“Fai… di ricordare ed accorgerti attraverso idee chiare: fa la differenza”.
      
Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2195

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