mercoledì 7 gennaio 2015

Una "risposta" doverosa.



In SPS vige la visione frattale; che cos’è?
Beh... Che cosa sai, tu, a proposito dei frattali? Se non sei un “esperto”, saprai solo quello che hai in mente a proposito di una forma che si ripete in continuazione. Saprai, molto probabilmente che:
le forme delle coste, delle radici, dei fulmini, dei neuroni, delle costellazioni, della formazione del ghiaccio, etc. hanno delle strane “vero somiglianze”. Tutto bello, poetico, meraviglioso…
Ma, alla fin fine, non sai che fartene, quando hai a che fare con il “tuo” vivere, in “soldoni”. E, anche se sei un esperto... che cosa sai? Ciò che applichi in determinati ambiti del tuo lavoro, da sovrapporre alla realtà sociale di (ri)ferimento (business, interesse, scienza, etc.)...
La “poesia” va, letteralmente, “a quel paese” (quale?).
E dato sì che sei così preziosa
stasera io te vojo
dì na cosa.
Te c'hanno mai mannato
a quel paese?
Sapessi quanta gente che ce sta.
Er primo cittadino è amico mio
tu dije che te c'ho mannato io.
E va e va
va avanti tu
che adesso c'ho da fa'...

Alberto Sordi
 
Hai voglia a sforzarti di leggere Mandelbrot. Hai voglia, in seguito, ad applicare ciò che hai letto. Con SPS è uguale, forse; nel senso che:
non capisci ugualmente.
Anzi, probabilmente, capisci già dall’inizio, di meno.
Ma sai il perché?
Perché ti sei abituato (e porti con te) a leggere superficialmente qualsiasi genere di argomento, articolo, notizia, poesia
Non “ti ci metti” veramente. Mai.
Lasci che tutto scorra in te e, subito dopo... che tutto fuori esca da te, come polvere che cambia solo di posto (fai attenzione a questo genere di “paragoni/esempi”).
Il vivere “così” è l’equivalente del "fare le pulizie, in casa"...
 

lunedì 5 gennaio 2015

La Prima legge di SPS.

 

Che cosa sai? Quello che ti dicono. Ossia: (con)segui.

Tu non sei (non ti credi) un “esperto”. O, forse, credi di esserlo in qualche materia che hai studiato e che “eserciti nella tua professione”. O, forse, credi di esserlo per via della tua “esperienza”…
Ma, in realtà, credimi… (con)segui, solo e sempre. C’è qualcosa che ti (pre)cede e che gode di un vantaggio incolmabile, procedendo su questa “via”.
Qualcosa che ti controlla in maniera wireless.
E... tutto ciò che ti circonda e che ti caratterizza (quello che sai) è solo una facciata di comodo.
SPS sa molto bene che fatichi ad accettare la (com)presenza di un altro tipo di umano, attorno a te. Bada bene:
  • SPS non allude ad alieni od a nessun’altra forma di entità
  • ma
  • SPS allude solo ed esclusivamente ad un’altra specie di umano.
Un lignaggio nascosto tra le pieghe di quello che sai, perché ti dicono che…
A chi giova la “forma” di questa realtà/Mondo?
A te? “Ma mi faccia il piacere!” – direbbe il buon Totò.
Perché non “vedi”? Beh, per molti motivi ma, sostanzialmente, “perché hai dimenticato”. O, meglio, “perché ti sei abituato/adattato a vivere secondo ritmi/abitudini, che avevano lo scopo di indurti uno stato di rimozione di un certo tipo di (ri)cordi”…
Tratta(si) di un “lavaggio del cervello”.
A cosa equivale, frattalmente, la possibilità per un arto di atrofizzarsi?

venerdì 2 gennaio 2015

Il Dio genetico.


Siamo stati ciechi. Nella nostra cecità... il nostro nemico è tornato.
Gandalf
Tale è la natura del Male. Col tempo tutte le cose orrende vengono fuori.
Thranduil
Cecità, natura, tempo:
tutte le “cose”… vengono fuori.
Questa è la frattalità; la proprietà, legata a "suon di legge", del tutto… di “essere radioattivo” e, così com’è esso, allo stesso modo, lo è tutto ciò che è nel tutto.
Tutto, nel tutto… viene fuori, emerge, si manifesta… perché esiste, perché “è”.
La menzogna, da questa prospettiva alla radice, non ha senso.
Tutto è. La natura della propria natura, vera o falsa che sia, è sempre e solo vera, perché… “in ogni modo, diventa sempre (come espressione) e solo vera”.
Sino a quando tu non volgerai la tua attenzione alla (com)presenza, che ha (ri)trovato il modo di “non essere scorta”, nonostante la frattalità la metta continuativamente alla luce del Sole… allora, a nulla servirà il “tuo fare ed agire”, né persino ogni tuo proposito alternativo, perché l’attore principale ha intessuto completamente la sua ragnatela, dappertutto.
Siamo stati ciechi. Nella nostra cecità... il nostro nemico è tornato.
Se ci fai caso, se ti poni in osservazione attenta, se “cogli la differenza”… allora potrai notare come tu ti muova sempre in maniera tale da lasciare tutto esattamente “così com’è”. E, non certamente a caso, auto avviene questo “tuo” muoverti.